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Europrogettazione: quali sbocchi lavorativi e quanto guadagna?

Prima di parlare di quanto guadagna un europrogettista, facciamo un passo all’indietro e cerchiamo di far luce su quali sono le professionalità di questa figura; e perché si può dire che “chi trova un europrogettista, trova un tesoro”!

Il ruolo dell’europrogettista è quello di far crescere le imprese, associazioni o enti pubblici che si affidano alle sue capacità di gestione. La finalità è ovviamente quella di reperire i fondi europei per destinarli ai progetti più svariati.

Infatti associazioni, aziende e amministrazioni pubbliche sono alla continua ricerca di fonti di finanziamento per sostenere le proprie attività. 

Per tali motivi, quando si parla di europrogettazione, si parla del lavoro del futuro; considerando anche il ruolo sempre più centrale dell’Unione Europea in tal senso.

Europrogettazione: quali sono i principali sbocchi lavorativi?

Il ruolo del progettista europeo diventa sempre più cruciale nel trovare il bando più coerente con le esigenze del cliente, predisponendo la corretta documentazione e le attività opportune per presentare il progetto. 

L’europrogettista è un professionista che gode di grande autonomia e può essere un dipendente presso enti pubblici e privati oppure prestare consulenze in outsourcing come freelance o consulenti esterni.

Agendo come libero professionista avrai l’opportunità di metterti a disposizione di:

  • privati
  • imprese
  • enti pubblici (Comuni, Regioni, Aziende municipalizzate)
  • enti di formazione o di ricerca
  • istituti universitari
  • agenzie di sviluppo.

Nulla ti vieterà di proporti presso imprese sociali e associazioni non profit, ossia tutte quelle realtà cui compete l’organizzazione e la gestione di attività di sviluppo sociale sia in ambito nazionale che comunitario. 

Non sono pochi neppure gli esperti in materia a scegliere di promuovere progetti di sviluppo locale, provinciale e regionale. Anche diverse società dedite alla consulenza e alla formazione sono spesso e volentieri alla ricerca di figure che garantiscano competenze riconducibili al settore dei fondi europei.

I guadagni: dai free lance ai dipendenti un’attività che ripaga

Dalla situazione descritta nei paragrafi precedenti si capisce come l’identikit di chi lavora nel mondo dell’europrogettazione sia piuttosto variegato e complesso: una delle cause che non hanno sinora ostacolato la creazione di albi professionali o associazioni di categoria. E tutto questo comporta delle conseguenze dirette sull’aspetto contrattuale.

Ma passiamo alla domanda che tanto ti interessa: quanto guadagna un europrogettista?

In linea di massima chi lavora come consulente o freelance, tramite collaborazioni a progetto, si vede corrispondere un compenso pari al 3% (più raramente fino al 7%) del valore del finanziamento previsto dal bando, qualora venisse approvato il progetto.

Calcola che queste cifre diventano particolarmente appetibili, se si pensa che parliamo di progetti il cui valore, in alcuni casi, si attesta attorno al milione di euro.

L’unico “pericolo” (oltre alla mancata approvazione del progetto) è costituito dalle tempistiche di rilascio del compenso, permettendone la riscossione solo trascorsi alcuni mesi dall’approvazione.
Questo rischio, però, può essere minimizzato facendosi corrispondere anche un compenso per il lavoro svolto per costruire tutta la pratica. Non è una regola dover lavorare solo tramite compenso basato su success fee.

Diverso è il discorso per chi si ritrova in mano un contratto da dipendente. 

In tal caso lo stipendio è del tutto assimilabile a quello della categoria di appartenenza (in media tra i 1.500 e i 1.800 euro mensili). Anche in questo caso il salario può variare in base ad eventuali premi o alla seniority del dipendente.